“Ribaltamenti” di ruoli e genere: l’infera Beatrice e la suora Danta
in: Dante ibrido. Canoni e riscritture. , Elsina Caponetti,Dario Galassini,Giuseppe Ledda e Daragh O’Connell, Editor, Franco Cesati Editore, Florence, pp.259-268, 2026
- Publication Type: Book Chapter / Chapter Research Book
- Publication Date: 2026
- Publisher: Franco Cesati Editore
- City: Florence
- Page Numbers: pp.259-268
- Editors: Elsina Caponetti,Dario Galassini,Giuseppe Ledda e Daragh O’Connell, Editor
- Istanbul University Affiliated: Yes
Abstract
Nel vasto
bacino riscritturale della materia dantesca – in cui, diacronicamente, le più
svariate rielaborazioni contenutistiche, formali e stilistiche affrontano,
smantellano e, talvolta, polverizzano il canone letterario due-trecentesco –,
un filone forse meno attenzionato riguarda le declinazioni del ‘femminile’
inerente a Dante autore/personaggio e ai protagonisti delle sue opere. È in
questo ambito che il presente intervento vuole inserirsi, concentrandosi su due
approcci dissacranti, dissimili ma tangenti, di attualizzazione transmediale,
che investe in primis la figura di Beatrice, controparte muliebre del
Sommo Poeta, e in seconda istanza la stessa figura del pellegrino, ribaltata al
femminile. La
figura della donna angelo per antonomasia è sessualizzata e ‘rovesciata’ nel ruolo
di una strega condannata a un rogo perenne ad opera di Pier Carpi, su disegni
di Marco Rostagno, nelle strips di Beatrice, pubblicate su “Horror” (1970):
è la donna a dover espiare e a implorare la salvezza a un Dante indifferente, per
il quale il tormento di Beatrice è solo occasione di scrittura in un mondo stravolto,
dove i crociati abiurano, gli angeli desiderano l’Inferno, il rogo non è giusta
punizione ma simbolo di oscurantismo, in una visione giocosa, ma anche ironica
e critica, di una società avida e corrotta. Si vuole, inoltre, ampliare tale prospettiva
rielaborativa indagando un ulteriore aspetto di cogente attualità che verte
sull’identità di genere; alla lista dei plurimi profili di Dante presentati dalla critica si aggiunge,
infatti, un’innovativa, seppur potenzialmente controversa, interpretazione del Dante
personaggio con Inferno (2008) di Marcel Ruijters: Danta, una suora, e
Virgilia, vagano immerse in un mondo infernale muliebre – poiché gli uomini
sono esseri troppo insignificanti per peccare –, in un’operazione di gender bending che
coinvolge diverse componenti dell’universo infero. L’obiettivo della proposta è
investigare come queste riscritture dialoghino con l’ipotesto, soffermandosi sia
sugli elementi di continuità che di rottura del canone, condotti all’insegna
del ‘carnevalesco’ (Bachtin, 1979, 1980), fra inversioni di ruoli sociali
(religiosi negativi/corrotti e peccatori positivi/puri) e sessuali
(Dante/Danta), comportando altresì evidenti transfocalizzazioni e transmotivazioni
(Genette, 1982) rispetto all’opera originaria.